… musica da Parma
in attesa che alla dottoressa torni la voglia di scrivere qui.
… musica da Parma
in attesa che alla dottoressa torni la voglia di scrivere qui.
E’ un argomento piuttosto spinoso…iniziamo a prenderlo con calma…vi propongo allora una canzone di Branduardi:
IL DONO DEL CERVO
Dimmi, buon signore che siedi così quieto
la fine del tuo viaggio
che cosa ci portò?
Le teste maculate
di feroci tigri,
per fartene tappeto le loro pelli?
Sulle colline
tra il quarto e il quinto mese,
io per cacciare,
da solo me ne andai.
E fu così che col cuore in gola
un agguato al daino io tendevo,
ed invece venne il cervo
che davanti a me si fermò.
“Piango il mio destino,
io presto morirò
ed in dono allora
a te io offrirò
queste ampie corna,
mio buon signore,
dalle mie orecchie tu potrai bere.
Un chiaro specchio
sarà per te il mio occhio,
con il mio pelo
pennelli ti farai.
E se la mia carne cibo ti sarà,
la mia pelle ti riscalderà
e sarà il mio fegato
che coraggio ti darà.
E così sarà, buon signore,
che il corpo del tuo vecchio servo
sette volte darà frutto,
sette volte fiorirà.”
Dimmi, buon signore
che siedi così quieto
la fine del tuo viaggio
che cosa ci portò? …che cosa ci portò?
Sembra strano a pensarci, ma è così! E’ stata proprio l’ultima lezione del corso di dietetica a farci vedere le cose in questi termini. E la questione “cade a fagiolo” dato che siamo appena sopravvissuti alle feste e a tutte quelle lunghe sedute di gastronomia famigliare! Si ritorna alla vita quotidiana e magari ci si accorge di avere la vita dei pantaloni più stretta del solito…e no, non è che li avete lavati male e si sono ristretti…è più facile che ci siamo allargati noi! Cosa fare? Di diete ne escono tante e molte assai illusorie, se non controproducenti! Quando si vuole infatti diminuire il nostro intake calorico giornaliero per riprendere il nostro peso forma dobbiamo evitare errori banali come quello di diminuire in maniera non controllata i carboidrati! E’ importante tener conto che giornalmente dobbiamo introdurre una quota di glucosio sufficiente al corretto funzionamento di tutti quegli organi che lo utilizzano come fonte primaria per funzionare (cervello, globuli rossi, midollare del rene). La quota di glucosio da considerare fissa è all’incirca 120g. Un’alta cosa è importante: giornalmente il nostro organismo ha bisogno di proteine per formare e sostituire nuovi tessuti. Se non gliene forniamo a sufficienza non solo non siamo in grado di mantenere la nostra massa magra…che è poi quella che ci fa consumare di più anche a riposo! Ma in fondo questo meccanismo è perfetto dal punto di vista della sopravvivenza: se in una situazione di emergenza per scarsa disponibilità di cibo dimagrissimo consumando solo grassi, la nostra quota di massa magra continuerebbe a rimanere costante e a richiedere alti livelli di energia per il suo mantenimento anche solo a riposo. Invece il nostro metabolismo cosa fa: in periodo di magra ricava energia anche dalla proteine, disfa parte della massa magra che consumerebbe tanto anche da ferma e ci assicura la sopravvivenza! Certo, questo non ci aiuta mica tanto oggi come oggi, quando il problema è esattamente l’opposto: non vivere con poco cibo…ma sopravvivere ad esso!
A tutti quanti….
AUGURI DI BUON NATALE!!!!!!!!
Semplice e diretto….
Ecco…il tempo è passato in un soffio e fra 4 giorni si aprono le danze!
Le grandi riunioni famigliari, lo scambio di auguri, lo scambio dei (pochi) regali….compensati di anno in anno da più larghi sorrisi….come per dire “ ora come non mai vorrei poterti regalare tanto…ma il portafoglio piange! Però il pensiero conta, no? ”
E poi l’albero…adoro tutte quelle lucine! Però da tra anni, da quando ho adottato il mio micione Bischero, la fatica è più di farlo l’albero che di smontarlo…a smontarlo ci pensa lui notte dopo notte…assieme alla sua più piccola collega Fedra….
Le feste sono anche lunghe sfacchinate ai fornelli….Chiaro che a me da piccola piaceva da morire vedere mia madre a lavoro in cucina…solo dopo ho capito quanto potesse essere faticoso!
Si iniziavano i preparativi parecchi giorni prima, soprattutto per i dolci!
Il mio Natale sa di zuppa inglese o di nociata!
La prima la conoscete tutti, ma la più buona che avete assaggiato non è buona neanche la metà di quella che fa il mio Balio ( sulla definizione di “Balio” andiamo oltre….diciamo che è “balia” al maschile)..e lui parte dal Pan di Spagna! Ah….quanti Pan di Spagna ci siamo mangiati a colazione durante le feste…già, perché qualcuno poteva venir male per la torta…poteva, o gli veniva data una spintarella??? Vi lascio immaginare….
La nociata invece è un dolce di Civitavecchia, da dove viene la nostra madre Chef!
Per la nociata andava grattato molto cioccolato e capate molte noci….capitava spesso che dopo cena ci si ritrovasse a grattare e romper noci fino a sera tardi…chiacchierando tra una sbocconcellata e l’altra!
Quest’anno i preparativi sono un po’ in ritardo…tranne che per il cappone per il brodo del 26.
Pare che mia madre ne abbia trovato uno magnifico, qualche giorno fa, e l’abbia lavato e pulito per congelarlo…solo che prima di congelarlo ha fatto il giro della casa con il gallinaccio in mano, orgogliosa del suo Cappone…quasi a pretendere adorazione per la bestia nuda! L’entusiasmo Natalizio non ha misura…..
Chissà i gatti cosa hanno pensato…..
L’unica cosa che non posso fare più a Natale è addormentarmi sotto il tavolo alla Vigilia….mi piaceva tanto dormire nella confusione…ma mi sa che sono troppo cresciuta….non per l’età…è che sotto al tavolo non ci sto mica più comoda, ho riprovato…che credete!!!
La notizia è di tre giorni fa: ci sono circa 30-40 casi sospetti di infezione renale dovuta ad Escherichia…e si ipotizza che veicolo di contagio sia stato il consumo di latte crudo.
Cosa intendiamo per latte “crudo”? Questa tipologia di latte non è stata sottoposta a pastorizzazione. Il latte appena munto viene conservato alla temperatura di 4 gradi, e senza interruzione della catena del freddo (almeno così si spera) portato ai dispenser automatici che stanno dilagando ormai ovunque nelle nostre città.
Il fatto è questo: chi compra latte crudo lo fa perché lo considera un alimento meno trattato, e quindi nutrizionalmente migliore…oltre che più economico!
Sul fatto che questo tipo di latte sia migliore e più buono ci sarebbe da discutere…ma dato che ci si scannano in molti per questa faccenda noi trattiamo di altro….parliamo della sicurezza di questo latte!
Per il latte fresco venduto in bottiglia si utilizzano due tecniche di conservazione: la pastorizzazione che elimina i microrganismi patogeni non sporigeni e la microfiltrazione che riduce ancor più la carica batterica del latte (non a caso il latte microfiltrato dura di più).
Questi due processi, in coppia o applicati singolarmente, rendono sicuro un prodotto nel quale i batteri si troverebbero altrimenti benissimo!
Diciamo pure che se il latte è prodotto con particolare cure, a partire dalla stalla per finire con una catena del freddo perfetta, potrebbe essere consumato anche crudo.
Con delle accortezze: i bambini e gli anziano dovrebbero sempre consumarlo previa bollitura dato che sono entrambi fasce di popolazione le cui difese immunitarie sono o incomplete o abbassate.
In realtà tutti dovrebbero scaldarlo prima di consumarlo, però queste indicazioni non sono mai scritte sui distributori!
E poi: più di una volta ho notato che l’ugello da cui esce il latte è esterno, cioè viene a contatto magari non solo con la bottiglia, ma anche con l’esterno e con le nostre mani…..senza contare che a volte le bottiglie che vengono messe a disposizione sono lasciate incustodite all’aria.
Insomma, l’idea è buona…ma bisogna curarla di più….e poi basta prendersela con le tecnologie alimentari!
Ultimamente le temperature sono scese almeno un pò….finalmente, era ora!!! Si faceva fatica a pensare che fossimo in autunno! L’autunno…che stagione meravigliosa! La natura và a dormire e nel mettersi sotto le coperte ci regala un’esplosione di colori caldi e pieni, tanto che se li si potesse mordere ci si aspetterebbe di veder uscire il colore…come quando la tempera cola giù da un quadro!
Viene voglia di portare queste sensazioni anche a tavola. Non è difficile considerando che iniziano ora ad uscire le prime zucche, i primi cachi, le prime castagne!
Parliamo un pò dei cachi. Sono detti anche loti e ce ne sono di due tipi: un tipo dalla polpa morbida e uno dalla polpa compatta detto anche caco vaniglia. La pianta è originaria del Giappone e in Europa è stata coltivata solo a partire dalla metà del 1800.
D’inverno fa molto Natale vedere questi alberi: rimangono spogli con solo i frutti appesi…come fossero addobbati!!!
I frutti, quelli morbidi, poi li adoro!!! Sono dolci, succosi e rigorosamente da mangiare a morsi!!! e poi dicono che cibo e eros sono legati…..certo che sì! E il cachi lo trovo un frutto particolarmente erotico!!!
Certo, qualche contro indicazione ce l’ha….bisogna evitare di mangiarne troppi dato che sono lassativi!!!
Vi propongo un sito davvero bello bello bello!!!!
http://www.pubblica.distruzione.org/
Guardatelo e ….piangete gente, perkè è molto vicino alla realtà!
Anziché migliorare la situazione è peggiorata! Andrò avanti a parlare di questo, piuttosto che pubblicare altri post.
Perché altri post li ho già pronti e sono anche belli…ma che senso avrebbe?
Io, i miei colleghi e il mio corso di laurea specialistica in Scienze Gastronomiche rischiamo di essere i primi gastronomi formati da un’università pubblica…i primi ma anche gli ultimi! E questo è triste.
Ed è triste anche vedere dei professori in gamba deprimersi, sapendo di doversi difendere da calunnie gratuite. Perché è questo che si sta facendo e si è fatto prima di arrivare a tagliare i fondi all’università! Si è parlato di un corpo docenti come fosse una classe privilegiata, di persone strapagate che conducono una vita agiata
…come se la loro professione non li portasse ad avere a che fare tutti i giorni con degli studenti, con delle persone che stanno diventando adulte, che stanno completando la loro formazione culturale
…persone problematiche, come lo siamo tutti nel periodo della nostra vita in cui non sappiamo ancora bene cosa vogliamo fare di noi stessi!
…persone che non fanno altro che chiedere di sapere, che vogliono capire, che chiedono spiegazioni fino allo sfinimento!
Ho sempre pensato che i professori a volte si sentano come delle “spugne da spremere”, delle persone che nella loro vita hanno scelto il contatto diretto con noi studenti, per farci salire sulle loro spalle…per farci partire da dove loro sono arrivati per permettere a noi di arrivare ancora più lontano!
L’allievo che si dà da fare per superare il maestro…è questa l’esperienza universitaria! E il tutto non per competitività…ma per andare avanti, per vivere meglio noi e gli altri…
Questo ha bisogno di un clima di libertà: dobbiamo essere liberi per studiare, abbiamo bisogno della neutralità per capire, o meglio…abbiamo bisogno di poter ascoltare più campane per poter essere oggettivi!
Ci stanno togliendo questo.
E fa rabbia! A noi rabbia …ma dall’altra parte della cattedra c‘è sconforto!
A tutti può succedere di essere insultati gratuitamente, magari per strada da uno sconosciuto…succede spesso in macchina durante le lunghe code…non è che ce la pigliamo poi tanto…però certo non fa piacere!
E se venissero a giudicare il nostro lavoro? Senza essere nelle aule? Se ci dicessero che “gli universitari italiani sono tutti una manica di sfaticati”…?
Al corpo docenti sta succedendo questo: stanno ricevendo un serie di insulti demoralizzanti, come se fossero tutti degli incompetenti!
Non si può certo dire che l’Università non abbia sprechi e che tutti i professori fanno bene il loro mestiere…ma le eccezioni in questo senso sono assai minori di quello che è la regola!
E allora, perché non aggiustare solo i pezzi difettati?
Tutto questo sa tanto di una scusa…per una falla affondiamo una nave intera, per fare spazio ad un’altra…privata magari!!!
Dato che questo è un blog di “gastronomia e pensieri sparsi”…passiamo ogni tanto anche ai pensieri sparsi! Perchè ora? Perchè la situazione lo richiede, perchè lo richiede il buon senso! Chiunque viva oggi l’università è testimone di grandi cambiamenti…grandi e stupidi cambiamenti che porteranno le future generazioni a perdere la loro libertà intellettuale!!!Vi dico cosa sta succedendo, per capire come mai io sia così spaventata. Stiamo vivendo un periodo nel quale l’attuale Governo della maggioranza ha adottato una politica di tagli….tagli su tutto per, dicono, risollevare il paese. Ora, va bene tutto…ma si può andare a risparmiare sulla scuola e sull’università?
Si passerà al maestro unico per le elementari, avremo meno ore di insegnamento nelle superiori, verranno tagliati i fondi per la ricerca universitaria…..
L’università non potrà reggersi sulle proprie gambe, questo è chiaro, perciò si pensava di cercare appoggi finanziari da strutture esterne: banche, aziende, società…dalla padella alla brace!!!!
Cosa succederà: se sarà una banca a finanziere un’università è chiaro che saranno preferiti dei corsi di studio rispetto ad altri…una banca non finanzierà certo un corso della facoltà di Lettere o di Fisica….e si avranno soldi solo per progetti di ricerca finalizzati all’ente che fornisce i soldi necessari…..
Non saremo più noi i protagonisti della nostra cultura!!!!
Pensiamo poi anche un’altra cosa: i professori universitari hanno alle loro spalle l’esperienza della ricerca, un’esperienza necessaria ad arricchire ciò che si è studiato sui libri. Questa esperienza viene passata agli studenti, durante le lezioni in aula….se si potesse prescindere da questo non ci sarebbe bisogno dei professori all’università, ma gli studenti potrebbero benissimo basare la loro preparazione sui libri!!! Ma il confronto crea pensiero, circolo di idee, idee che potrebbero anche non avere un’immediata applicazione pratica ma essere tasselli essenziali di scoperte più grandi o applicazioni future!
Non parliamo poi del corpo docenti: oltre che avere professori poco preparati, ne avremo anche meno! sì perchè se fino ad oggi per ogni professore che andava in pensione se ne assumeva un altro, la riforma prevede una nuova assunzione per ogni 5 pensionamenti…..no, dico…5!!!! Ogni corso di laurea, per essere attivo, deve avere un certo numero di professori che ne assicurino l’insegnamento…in un anno, quanti corsi di laurea verranno chiusi?
E le tasse…altro punto dolente! Le borse di studio saranno più rare e le tasse universitarie raggiungeranno presto i livelli delle università private. Addio diritto allo studio!!!
Perchè prima di tagliare non si è tentato di ottimizzare le risorse che già sono disponibili?
Da popolo di viaggiatori, scienziati e poeti….a gregge di caproni!!!
Vivo un’ingiustizia: c’è voluto tanto e tanti sacrifici perchè arrivassimo ad ottenere la libertà in questo Paese, e ora vogliono farci tornare indietro come se il passato non fosse servito.
Pensiamoci bene prima di accettare tutto questo senza batter ciglio!!!